SULMONA – 77 edifici inagibili, 41 dei quali già evacuati, fra sedi di uffici o enti, chiese e case (in maggioranza non abitate, solo 5 risultano abitate). Venti le persone senza una casa, ospitate da parenti o amici, qualcuno dalla Caritas di Cristo Re, che ha messo a disposizione 35 posti letto. E se i danni più seri si registrano altrove, anche la nostra città continua a pagare il suo tributo al terremoto. È la conta dei danni, che la sede operativa della protezione civile di Sulmona, aggiorna di giorno in giorno, da quando la notte del 6 aprile ha per sempre cambiato la vita degli abruzzesi.
Su più di 500 segnalazioni arrivate presso gli uffici della protezione civile, sono 386 i sopralluoghi effettuati su case ed edifici dai tecnici del Comune e della protezione civile: la maggioranza sono risultati agibili (309); 77 invece hanno avuto dichiarazione di inagibilità, 14 dei quali in forma piena, 25 in modo temporaneo e 16 solo parzialmente; 22 schede sono ancora in esame. La maggioranza delle case dichiarate inagibili, che si trova nel centro storico, si riferisce ad appartamenti non abitati, o comunque a seconde case. Le situazioni più critiche si sono registrate in alcuni appartamenti di via Morrone, viale Roosvelt (palazzo Corvi) e via Carrese, dove attualmente si sta valutando lo sgombero.
Nonostante ciò è intenzione dell’amministrazione comunale disporre in queste ore delle tendopoli permanenti.
“Visto che molte persone continuano a dormire in auto per la paura dei luoghi chiusi – spiega l’assessore alla protezione civile Enea Di Ianni – stiamo predisponendo l’allestimento di tende al campo sportivo della Potenza e in zona Monte Vergine, due aree abbastanza attrezzate e dotate di servizi”.Intanto, da ieri gli uffici sono tornati alla normalità e le scuole, saranno controllate di nuovo da martedì, in vista dell’apertura di giovedì prossimo, quando termineranno le vacanze di Pasqua.
FonteAlla Prox Scorpion
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